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Quel problema chiamato convivenza

Iniziata la vita da studente universitario, ho capito che la convivenza, di qualunque tipo di convivenza si tratti, è fatta di regole, di equilibri, di sopportazione. Bastone e carota, risate e disaccordo, pazienza e autocontrollo.

Le regole esistono per un motivo.

Si concorda, tacitamente, sul fatto che una casa la si veste tutti insieme, la si vive insieme, che le responsibilità si condividono, che i doveri sono un fardello comune. Che le pulizie si devono fare a turno, per non gravare troppo sul singolo e vivere in un ambiente pulito, sano. Che le lavatrici si fanno a turno e si rispettano gli spazi e orari altrui.
Perché, perché nella convivenza tra #coppie dovrebbe essere diverso? Dove è scritto che solo la donna ha il fardello della casa? Dove è scritto che l’uomo deve essere premiato e ringraziato se per poche volte ti aiuta o ti viene incontro? Questo non l’ho mai capito.

Se ami qualcuno, non vuoi schiavizzarlo. Il relax è relax per tutti, i momenti di stanchezza non si discutono. Il tempo deve essere ottimizzato, si deve trovare un equilibrio comune. Condividere una casa non è diverso dal fare l’amore. Il principio è lo stesso. Lo si fa insieme, ci si diverte, si ride e ci si stanca, qualche volta non si ha voglia, ma si pensa sempre all’altro e al suo benessere. Alla sua felicità.

Io credo nell’ amore e nell’ equilibrio. Credo nella parità dei sessi e nel rispetto.

Credo che vivere insieme significhi condividere tutto.

Credo che immaginare un futuro insieme preveda una casa e delle regole. Equilibrio. Amore. Rispetto. Credo che le fondamenta della vita insieme risiedano nell’amarsi e nel venirsi incontro. Nel capirsi e vestire le scarpe altrui, non credere di essere i soli ad avere il diritto di lamentarsi. Imparare a vivere insieme è alla base di tutto. Non è una questione di orgoglio, di chi comanda, di ordini. Non dovrebbero esserci richieste o favori.

Dovrebbe essere chiaro, come il sole che sorge al mattino, che le regole sono per sempre, che la vita insieme è per sempre, che la routine e lo stile di vita che si crea insieme deve essere solido e resistere nel tempo. Che l’aiuto è reciproco, costantemente, non si tratta solo occasionali concessioni.

Ci si incontra a metà strada, perennemente, senza contare i chilometri fatti per arrivare o lamentarsi di quanto le braccia e le gambe facciano male.

Ci si abbraccia, si fa l’amore, si sorride e si vive.